Ad Est della Cinepresa

Sguardo disincantato al cinema asiatico

Memories of Matsuko, di Tetsuya Nakashima

FirestormBisogna sapersi accontentare di quello che si ha,  oppure vivere come inseguendo la libertà assoluta, che al più significa scegliersi il destino della propria vita con le proprie mani ?

Le memorie di Matsuko raccontate tramite il nipote, frontman disilluso di una pop band in difficoltà con la sua ragazza,  a cui viene chiesto di ordinare le poche cose nello scantinato sporco e disorganizzato abitato dalla zia, ormai deceduta, è un affresco estremamente colorato, toccante, provocatorio, vivace, di una donna che, da sola, lotta per essere se stessa, ma al contempo  è alla ricerca disperata di un disinteressato calore umano.

Mitsuko, interpretata dall’affascinante Miki Nakatani già vista in Occidente nei Ring, ed in stato di grazia, è una ragazza, insegnante in una scuola media, che adora suo padre, sebbene sia unicamente interessato a conoscere le sorti dell’amata sorella malata.

Un po’ naive ed ingenua si prodiga nel discolpare un suo studente dall’accusa di furto di denaro. Cosa che produrrà una sequele di eventi che porterà la donna a prendersi la colpa del gesto, a subire delle lussuriose avance, a scappare di casa, a farsi picchiare dal marito, a fare la prostituta, ad essere assassina di un violento uomo, a divenire parrucchiera di fama, a perdere di nuovo tutto quando il cerchio kharmatico si chiuderà con l’incontro dello studente che causò l’avvio di tutta questa sequela di eventi.

Già,  tramite le gesta di Mitsuko, sostenute da una regia, quel Tetsyuya Nakashima già visto in Confessions e Kamikaze Girls, vivace, colorata, moderna, con l’aggiunta di inserti digitali e caricaturali di enorme efficacia visiva, attraversiamo il lungo cambiamento della società nipponica partita dagli anni cinquanta, fino agli anni settanta.

Trascinati dal bianco e nero delle scelte di Mitsuko, e dallo sguardo disincantato del regista che non vuole offrire nessun giudizio, tifiamo per non una qualunque forma di redenzione, bensì perché la ragazza trovi la sua strada qualunque essa sia. Ma il retrogusto amaro della filosofia orientale non può offrire nulla che un tragico destino.

Opera avvincente e commovente.

regia: 8
sceneggiatura: 8
recitazione: 7¾
7.9

link imdb

Un commento su “Memories of Matsuko, di Tetsuya Nakashima

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Questa voce è stata pubblicata il 6 gennaio 2015 da in cinema, drama, japan, recensione con tag , , , , , .
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