Ad Est della Cinepresa

Sguardo disincantato al cinema asiatico

Guilty of romance, di Sion Sono

FirestormNelle recensioni non bisogna mai dichiarare apertamente ed immediatamente il giudizio finale che si vuole offrire al prodotto, altrimenti perdi già la metà dei possibili lettori (quelli che non la pensano come te, ecco)  in questo caso, visto la passione per Sion Sono, non riesco a sottacere dal concludere che Guilty of Romance è il prodotto più debole visto dell’eclettico cineasta orientale.

Debole perché la tecnica registica è univoca, solo steadycam e primi piani alla Van Sant o Soderbergh, debole perché la ridondanza delle scene riprese appare quasi più come  un loop infinito, un riempitivo, che un reale tentativo di produrre una verticale digressione del dramma lì raccontato.

Guilty of Romance conclude la trilogia della famiglia nel Giappone moderno, partita con Love Exposure e proseguita con Cold Fish, prendendo spunto da fatti cruenti realmente accaduti in Giappone, si addentra nella fattispecie nel complesso mondo della pornografia nipponica. Che è ben distante da quella glamour stati untitense, dimostrandosi più casereccia ed amatoriale, capace di stritolare ad un ritmo vertiginoso le loro protagoniste.

Izumi Kikuchi, interpretata dalla formosa Megumi Kagurazaka, attrice vista recentemente a Venezia con l’altra opera di Sono, Himizu, e nel film di Miike, 13 Assassins, è moglie di uno scrittore noto per i romanzi d’amore e passionali, peccato però che non dispensi alcun affetto alla donna, imprigionata in una vita fatta di formalismi e di freddezza compassata e robotica, ricondotta niente più che al livello di cameriera.

Desiderosa di dare uno scossone alla sua vita decide di lavorare part-time in un combini, così da occupare in qualche modo le ore che passano dalla partenza del marito al suo arrivo nella sera, qui viene agganciata da una agenzia per modelle, che si dimostrerà essere una casa pornografica e la nostra protagonista, incapace di far primegggiare la propria individualità,  perfetto modello di una donna giapponese ancora sovverchiata dal machismo e dalla discriminazione, resterà immischiata.

Il film però era partito con una detective, interpretata da Miki Mizuno, vista in parecchi drama e film simil horror, che tenta di sbrogliare il caso di un massacro presso il quartiere dei piaceri di Shibuya, una donna vivisezionata, ma senza arti e la testa, si trova in una specie di bordello abbandonato, tra sangue sparso e vernice rosa. Opera di un maniaco, parrebbe.

Ed a questo punto era partito il flashback.

Dove la nostra Izumi, alla continua ricerca di un po’ di calore affettivo, totalmente carente nella sua vita matrimoniale, prova a conquistare la sua indipendenza proprio nella libertà sessuale che è diretta conseguenza di una libido fuori controllo.

Fino a quando incontra Mitsuko, interpretata dalla eterea Makoto Togashi, prostituta part time, nella realtà docente universitaria, e la sua assurda famiglia, una vecchia di 80 anni che la odia, ed un personaggio iconograficamente uscito direttamente da Arancia Meccanica, ormai trascinata nel dramma della famiglia di Mitsuko, condizionata dalle sue dinamiche assurde e perverse verrà tradita, raggirata, e costretta a compiere il destino escatologico che il suddetto clan aveva coscientemente pianificato.

Ne uscirà una donna distrutta, senza più nulla.

Sono ha una weltanshauung chiaramente ben delineata e la cosa è bella e giusta: l’atrofia delle emozioni frutto di un individualismo sempre più esasperato schiaccia e rende inerme ormai concetti come romanticismo, solidarietà e fiducia.

Sempre grande attenzione nell’uso dei colori e nella fotografia per l’artista di Toyokawa, come anche lavorano bene le attrici, scenografia poco impegnativa, gli ambienti sono interni di studios o qualche fugace inquadratura di esterni, ma l’intento era quello di concentrarsi sulle due donne, e bisogna essere onesti, c’è riuscito.

regia: 6¾
sceneggiatura: 6½
recitazione: 6½
6.6

link imdb

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 7 gennaio 2015 da in cinema, drama, japan, recensione con tag , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: