Ad Est della Cinepresa

Sguardo disincantato al cinema asiatico

Uno sguardo all’altra parte: Ex Machina, di Alex Garland ★★★

Firestorm

È un film stiloso ed elegante, cinematograficamente ben riuscito, accompagnato da un tempo narrativo lento che garantisce la formazione di un’aurea di incertezza permettendogli di virare verso il thriller.

Il busiliss è riconoscere quando un essere ha coscienza delle sue azioni, in parole povere se un essere è conscio delle azioni che sta compiendo, in questo caso si parla di robot o androidi e quindi di intelligenza artificiale. Usato come specchio per le allodole c’è il superamento del test di Turing, ma in verità siamo più nelle dinamiche della Stanza Cinese di Searle, che in estrema sintesi si può rappresentare come di un programmatore che usa un programma per scrivere in cinese, ma fondamentalmente nessuno conosce il cinese realmente, né il programmatore né il robot.

Alex Garland è alla sua prima direzione, già noto per alcuni screenplay in particolare del notevole Dredd (il remake, NdA), riesce ad inserire alcuni decoy decisamente ben riusciti, quello per esempio del timido nerd che arriva a dubitare della sua umanità, e alimenta le dinamiche del triplice intrigo tra il creatore dell’androide, l’androide stesso ed il già citato protagonista maschile.

Ognuno porta avanti i propri interessi, chiarendo allo spettatore la presenza di un terzo essere senziente e quindi di una nuova specie di essere umano, resta il dubbio purtroppo della riuscita del piano dell’androide che si realizza su una situazione non logicamente preventivabile, non c’è nessuna ragione nel giustificare la presenza di Kaori, l’altro androide, con il coltello in mano proprio in quel momento. Pertanto il thriller è raffazzonato.

Di per sé l’opera è anche un manifesto alla libertà, il vero fuoco prometeo non è la conoscenza ma il liberarsi del proprio carnefice conoscendo così infine la morte e l’assassinio.
E’ un film che poteva dare di più per quanto riguarda il concetto di intelligenza artificiale, ma resta un buon compromesso anche grazie alla messa in scena (la letteratura è molto più avanti nella capacità di veicolare una posizione dell’intelligenza artificiale distante dagli stereotipi imperanti).

regia: 7½
sceneggiatura: 6
recitazione: 6
6.5

link imdb

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Questa voce è stata pubblicata il 14 agosto 2015 da in 2014, cinema, recensione, sci-fi, thriller, usa con tag , , , , .
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