Ad Est della Cinepresa

Sguardo disincantato al cinema asiatico

Uno sguardo all’altra parte: Suburra, di Stefano Sollima ★★★

Firestorm

Il regista proviene dal mondo dei telefilm, lo stile, la fotografia ricordano decisamente un crime, uno di quei crime di successo che tanto riempiono le tv di tutto il mondo.

Grande accuratezza nella composizione dell’immagine, forte caratterizzazione estetica dei personaggi, eccesso di inquadrature fisse, viene un po’ a mancare la fluidità dello svolgimento, i raccordi risultano eccessivamente lunghi e spesso ridondanti con quanto appena narrato.

A prescindere dall’attinenza con i fatti reali di cronaca, quello che funziona del film è l’aver costruito un mondo valido ad ogni latitudine, cioè quella continua sinergia tra i poteri che gestiscono la bassa delinquenza, forze politiche e civili, e nuovi parvenu. Il loro scontrarsi, il loro allearsi, il loro fondersi sono l’anima, o meglio l’ombra di una nazione, o di una città.

Tanti i personaggi, poca la caratterizzazione, o meglio poca capacità di far primeggiare una figura, se non forse nella figura della tossica Viola legata al suo piccolo boss da un amore talmente viscerale da renderla indifferente alle regole mafiose, alla stessa vita da mafiosi.

Una coralità di personaggi che comunque risulta vincente anche perché garantisce qualità al montaggio parallelo, tante vite che si incontrano e si scontrano.

Lodevole il tentativo di riesumare il cinema noir italiano, cinema molto particolare che ad un action virale e verace ha spesso unito un tentativo aulico di rappresentare e moralizzare la società contemporanea.

Il mondo di Suburra è un mondo in cui convivono un proprietario di un locale per divertimenti che vende la sua preferita a dei mafiosetti in salita, un leader criminale che rappresenta la continuità del passato, nella comprovata formula della collusione politica-mafia, e un leader locale cresciuto all’ombra dell’onnipotenza del passato e dei parvenu desiderosi di raggiungere la vetta.

Fa parte del cast anche un politico che si sente onnipotente perché eletto in Parlamento, schiavo quasi per costruzione mentale di un mondo fatto di raggiri.

regia: 7
sceneggiatura: 7
recitazione: 6½
6.8

link imdb

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Questa voce è stata pubblicata il 2 novembre 2015 da in 2015, cinema, crime, italia, noir, recensione con tag , , , , .
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