Ad Est della Cinepresa

Sguardo disincantato al cinema asiatico

Recensione: Better days, di Derek Tsang ★★★★

Lo sguardo pungente e ficcante di Derek Tsang sulle varie forme di amore e sulla sua capacità di saper veicolare il futuro dei diretti interessati trova una nuova estetica in questo lavoro ambientato in una scuola superiore di Taiwan.

L’obiettivo primario di ogni adolescente è ottenere i punti giusti al test di fine corso scolastico per accedere alle migliori università, entrare nelle migliori università significa ottenere un posto di lavoro privilegiato, il più delle volte permette di redimere e di salvare l’intera propria famiglia.

In questo contesto la tensione tra studenti e corpo docente è enorme, ma soprattutto le differenti classi sociali lottano per ottenere questi fantomatici e limitati posti di accesso, la prima conseguenza è un feroce bullismo.

La protagonista della storia, l’ammaliante ed eclettica Dongyu Zhou, attrice feticcio del regista, ha una madre indebitata fino al collo, ha voti eccellenti, si isola dal resto della scuola impaurita di divenire oggetto di ricatti e minacce.

Quando la sua compagna di banca esasperata dalle violenze, si suicida, presto si rende conto di essere divenuta la nuova vittima della gang della classe, è allora che decide di denunciare il tutto.

L’escalation non termina, anzi si aggrava, in una di queste fughe reincontra un teppista da strada che aveva precedentemente aiutato, il loro legame diventa indissolubile, il ragazzo vede nella ragazza il futuro a lui precluso, la ragazza vede nel ragazzo l’unica persona con cui condividere qualcosa.

Tra alti e bassi, instaureranno un fortissimo legame che sembrerà fare scudo dinanzi all’aumento della pressione della gang, ma l’enorme differenza di classe sociale tra i prevaricatori e le vittime, renderà difficile difendersi.

Passare tra vittima a carnefice il passo è breve, soprattutto quando il mondo degli adulti ti volta le spalle, nel potentissimo climax finale il forte legame tra la donna ed il ragazzo li porterà ad un passo dall’autodistruzione per poi invece divenire la loro àncora di salvataggio.

Film empatico e affascinante.

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