Ad Est della Cinepresa

Sguardo disincantato al cinema asiatico

Recensione: Kaguya-sama: Love is War, di Hayato Kawai ★★★½

Trasposizione di un manga che segue le direttive dei seishun eiga moderni, coppie di bellocci che fanno fatica a dichiararsi.

L’originalità si troverebbe nell’orgoglio che contraddistingue i due protagonisti, per certi versi élite della scuola, dichiararsi significherebbe sottomettersi all’altro.

Eccoli quindi ad inventarsi sotterfugi, magheggi per poter far apparire un appuntamento al cinema una semplice coincidenza, un hanabi (i fuochi di artificio) un modo per far divertire la claque.

Supporting cast e scelte registiche che ricordano la polarizzazione degli anime, recitazione esagerata, comportamenti esagerati che devono far partire un sorriso.

Ma se negli anime questo è assecondato dalle caratteristiche proprie del medium, sono elaborazioni grafiche, nel cinema con la presenza di esseri in carne ed ossa il tutto risulta stucchevole.

La coppia di protagonisti, Kanna Hashimoto la lei e Sho Hirano il lui, funziona anche bene, soprattutto la Hashimoto ha un maggior spettro in cui dimostrare la sua recitazione, però il prodotto resta leggero, forse anche brioso, ma privo di qualcosa che gli dia energia.

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