Ad Est della Cinepresa

Sguardo disincantato al cinema asiatico

Recensione: A girl missing, di Koji Fukada ★★★★

La sottile linea che separa la vittima dal carnefice è tema ricorrente degli ultimi film del sensibile Koji Fukada, regista che usa la camera in maniera circostanziata e delicata per non appesantire la grevità di molti dei suoi temi.

A girl missing si può definire una specie di sequel ideologico dell’affascinante Harmonium, nella ricorsività suadente, semplice e toccante di una infermiera che dà tutto per rendere godibile la vita dei più anziani e nel suo consequenziale stravolgimento si pone l’accento sul come riporre la fiducia sull’altro.

Koji Fukada sembra sottolineare che è decisamente più semplice dare la propria fiducia a qualcuno se tutto il sistema circostante risponde a dinamiche standard e di facile interpretazione, quando tutto si complica forme di autodifesa narcisiste arrivano a distruggere tutto quello che di buono è stato creato.

Mariko Tsutsui dà il volto alla protagonista, infermiera all’acme della sua carriera lavorativa ed emotiva, viene tradita due volte, una dai suoi parenti o meglio dal sistema nipponico che cerca di scaricare le colpe sull’intero parentado se qualcuno che rientra nella tua cerchia famigliare ha violato la legge, l’altro dai suoi stessi affetti, dalle stesse persone con le quali ha condiviso un percorso di comprensione e sostegno.

Egoismo, individualismo e desiderio di possesso sono la causa ? Poco importa, alla donna non resta che usare la stessa moneta della controparte senza, però, rendersi conto che chi le ha rovinato la vita ha una debolezza di animo tale da rovinarsi se stessa la vita.

In un evocativo climax finale alla donna non resterà che dare seguito ai suoi valori e non oltrepassare il limite imposto dal diritto alla vita, in una conclusione circolare dove la solidarietà, elemento fondante del suo mestiere, dovrà essere reindirizzato proprio verso la causa primaria della sua rovina.

Un finale realista e non buonista, non c’è redenzione ma accettazione della propria realtà, un sacrificio che diviene il testimone del suo io più profondo, quell’altruismo che, alla fine, la controparte ha fatto suo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 14 gennaio 2021 da in 2019, cinema asiatico, cinema giapponese, drama con tag , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: